La Cattedrale nella storia

Macrofasi della Cattedrale di Fidenza

 

  
 
La Cattedrale di Fidenza, così come la vediamo oggi, è un edificio sacro singolare, risultato di un susseguirsi di interventi che l’hanno resa una delle meraviglie del Romanico padano, con la sua facciata ornata da un ciclo di sculture realizzate in gran parte dall’officina di Benedetto Antelami, tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo.
   Alla luce delle più recenti indagini dell’archelogia sugli elevati, sono stati individuati 4 principali momenti costruttivi (“Periodi”): un I Periodo che inquadra le strutture di una chiesa che si potrebbe definire “preantelamica” e altri tre Periodi (II, III, IV) che descrivono le diverse fasi di ampliamento – in parte progettate e dirette e in parte solamente dirette da Benedetto Antelami – e che hanno dato forma, appunto, alla Cattedrale attuale.
   Una chiesa intitolata a San Donnino esisteva già nel X secolo. Essa presentava un abside più corto rispetto all’attuale e due campanili, di cui quello nord era, forse, il più antico. Tracce di questa prima chiesa – che sarà distrutta dal terremoto del 1117 e inglobata nelle costruzioni successive – esistono ancora oggi, ad esempio nella parte esterna del lato est dell’edificio, ovvero in alcuni mattoni che sono molto più pigmentati rispetto a quelli circostanti e graffiati a lisca pesce (laterizi che non sono affatto usati dai costruttori antelamici che prediligono mattoni graffiati).
   Questa prima chiesa presentava anche un piano presbiteriale più basso rispetto all’odierno e una cripta, o meglio un sacello pieno di terra, raggiungibile solo dai presbiteri tramite un fornice aperto sul lato interno del campanile sud, dove ancora oggi esiste l’appoggio della volta del primo livello.
   Il II Periodo inquadra la serie di fasi di intervento che per cantieri successivi si occuparono della realizzazione del corpo anteriore della Chiesa fino all’altezza dei matronei. Questo è propriamente il periodo del cantiere di Benedetto Antelami. I costruttori antelamici, quindi, si trovano di fronte ad una chiesa già avviata al suo interno con i grossi piloni della navata fino al livello dei capitelli e all’esterno con la presenza di una parte su cui eleveranno la facciata. Sicuramente da attribuirsi all’Antelami è la costruzione della parte inferiore e mediana della facciata della Cattedrale, facciata che nel progetto antelamico comprendeva anche le due torri laterali in un’unica soluzione (e ciò conferma che il progetto antelamico è un progetto francese).
   Tutta la costruzione ad opera di questo cantiere ci parla di un progetto raffinato, pensato e realizzato al millimetro. La muratura è costruita con conci regolarissimi, che si affiancano perfettamente, quasi fosse una muratura a secco, senza segni di allentamento, senza stacchi, né zeppe; conci lavorati con una martellina dentellata fine e con scalpelli in grado di creare delicati nastrini che circondano il blocco lapideo; pure le superfici delle sculture sono ben levigate e ben trattate.
   Non avverrà lo stesso per i cantieri successivi. Infatti chi viene dopo sono scultori che montano sculture già preparate, elementi di reimpiego non perfettamente collimanti con le parti circostanti; la collocazione delle formelle non avviene secondo un progetto (si può parlare di “formelle random”: esempio il carro di Elia oppure il sogno di Giuseppe), pensate quasi per uno schema iconografico diverso. È interessante notare che questo nuovo cantiere nel riuso di elementi scultorei adotta alcuni accorgimenti per sottolinearne la presenza o per decriverne le scene, scolpendo cornici  nella nuova muratura che li inquadra (ad esempio le greche attorno alle lastre di Erode e i Magi o del patriarca Enoch) o incidendo didascalie descrittive delle scene rappresentate su archetti pensili (come nell’Adorazione dei Magi).
   Tutto questo grande cantiere antelamico si conclude nel 1207 (probabilmente data dell’inventio del corpo del martire Donnino).
   Ma perché cambiano i costruttori? Probabilmente perché cambia una committenza e una volontà ecclesiale, a cui non interessa più proseguire con un percorso iconografico pensato nel progetto di Benedetto Antelami. Così anche la parte di facciata che include il grande rosone è costruita per completare l’opera, ma non è sicuramente quella pensata dall’Antelami.
   Lo stesso abside della Cattedrale è un corpo eseguito da costruttori diversi (causa proprio l’instabilità politica ed ecclesiale tipica del periodo medievale) che intervengono nei primi decenni del XIII secolo con tecniche e lavorazioni differenti e che sono coloro che abbattono l’abside della chiesa del X secolo e che all’interno allungano il presbiterio realizzando una cripta opportunamente progettata, scavando il terreno. A questa cripta si accedeva dall’esterno attraverso un grande fornice, la cui traccia murata esiste ancora oggi (e ciò fa pensare che da questo momento l’accesso alla cripta non fosse più privilegio dei presbiteri, ma fosse aperto a tutti i fedeli).
   Attorno poi alla seconda metà del XIII secolo viene allungata la cripta e anche il presbiterio avanza verso la navata. Dopo il compimento dell’abside, della cripta e della facciata, cominciano in sequenza i cantieri per la costruzione dei matronei a partire da est fino a ovest. Infine si sopralza l’abide e tutta l’opera è compiuta.