Auguri di Buon Natale da Mons. Vescovo

A Natale tutti fratelli della famiglia umana

 

    Il nostro Natale prende forma da una “nascita” sempre nuova, la nascita del Figlio di Dio. Sembra un evento nascosto nelle periferie del mondo, eppure mai così al centro del mondo. Così il Natale perdura nel tempo e riempie ancora di stupore la nostra ingenua e disincantata umanità, tanto bisognosa di riscossa, di ripresa, di slancio vitale, di credere in se stessa e nel suo futuro.

    In realtà ogni Natale giunge sempre sorprendente e genera un’attesa che si fa meraviglia perché, nonostante tutte le nostre mille complicazioni e insofferenze, le nostre paure ingigantite dai media, le nostre illusorie visioni, il Natale corrisponde al nostro desiderio più recondito di novità pura, colpisce l’intimo del cuore, svelando anche le nostre povertà interiori, le nostre nudità dell’anima.

    Posti ancora una volta davanti al divino Bambino, il Santo d’Israele, credo che davvero abbiamo poco da nascondere. Con lui, nel nostro presepio di casa davanti agli occhi, anche la nostra sottile ipocrisia, il nostro vellutato perbenismo morale, le nostre sofisticate furbizie, vengono a galla. A ben vedere a Natale siamo costretti a giocare a carte scoperte.

    Recuperando il senso religioso, il pudore e il coraggio – valori custoditi e coltivati dalla coscienza pura della grande tradizione cristiana – avvertiamo di aver bisogno di riassaporare quella nostalgia originaria, fonte di luce che irradia novità, innocenza, purezza.

    Qui, ammessi alla visione del Bambino, diventiamo giudici di noi stessi! Beati noi se sapremo umilmente riconoscere quello che siamo davanti a Dio, saper gustare ancora e accogliere come vero dono la bellezza dei nostri desideri più profondi e migliori, e camminare con gioia verso Betlemme per adorare il Signore.

    D’altra parte può un cristiano presentarsi a Betlemme con la coscienza sporca? Può misconoscere i suoi lati oscuri? Può negare i suoi desideri più segreti? No, ma per essere davvero trasparenti basterebbe che, prima di entrare dal Bambino, ci prendesse il proposito di ridiventare semplici, umili e solidali, e poi recarsi alla grotta con l’anima bianca, proprio come quella di un bambino.

    In realtà l’immagine fanciullesca dell’“anima bianca” ci offre la certezza della liberazione dagli affanni, dalla rincorsa di cose futili, dai risentimenti arrugginiti, per essere davvero pronti ad accogliere la misericordia di Dio e sentirci ed essere davvero puliti nel cuore, come si è cercato di vivere la grazia del perdono durante i giorni del Giubileo appena terminato.

    Dunque in questo Santo Natale siamo chiamati ad essere “nuovi”, cioè capaci di promuovere relazioni felici, di ristabilire un ordine e un’armonia interiore, di impegnarsi per la giustizia, di amare con verità e sincerità ogni persona che ci vive accanto, ad accogliere chiunque è perduto e che bussa alle porte della nostra casa.

    Nel Bambino, povero e indifeso, “segno” del Dio fatto uomo per noi, sciogliamo tutti i muri e sentiamoci veri fratelli appartenenti alla medesima umanità, redenta da Gesù Cristo. Davanti alla grotta siamo fatti davvero tutti uguali.

    Buon Natale a tutti!

 

+ Carlo, Vescovo