Di fronte al Bambino
Lo stupore incandescente del Natale sta tutto nel Bambino. Se lo sguardo si posa dritto sul Bambino, si è colti dapprima da una luce calda e accogliente e poi da una saporosa vertigine sapendo di ‘guardare’ un Dio fatto Bambino. La condizione di Bambino infatti provoca la nostra capacità a confrontarsi con lui, umile, dimesso, disadorno, impotente, eppure sublime, celeste, colmo di gloria.
Fermiamoci un attimo sul Bambino, nel silenzio interiore, e prendiamo lezione da lui, riflettendo sulla forma umana del Figlio di Dio. Quel Bambino è il Figlio di Dio: il Dio che si fa vedere, compassionare, toccare. Ci prende il cuore e la mente perché, alla fine, non è un Bambino qualsiasi. Da lui sboccia una luce d’amore perché è la fonte vitale dell’Amore. Chi ha sete d’amore va da lui, si disseta. Chi è malato d’amore corre da lui, è medico del cuore. Chi è secco d’amore, si intenerisce da lui. Chi è senza amore, si lascia appassionare da lui.
Di fronte al Bambino, scopriamo la nostra sorte e la povera consistenza della vita. Scopriamo anche la perversità delle nostre bugie penose. C’è anche la bruttezza dell’ipocrisia da smascherare. C’è anche un carico di falsità da cui sgravarsi. C’è una parte di noiosità da togliere di mezzo: che pena essere sempre gli stessi! Senza slanci, senza creatività, senza colori, senza passioni vere, senza generosità. La noia è terribile. Se non c’è amore, i nostri occhi diventano algidi e languidi, di ghiaccio. Se non vibra il cuore, di che senti? Se ripeti le stesse lagne, sei cieco e non assapori la luce della verità e non valuti lo stupore della gratuità.
Di fronte al Bambino, cambia il registro della vita. A che serve il Natale, se permani chiuso, avvolto nelle abitudini dei sensi e dei giudizi? Natale invece è novità, fantasia di Dio, bellezza della vita, potenza di speranza. Tutto è mirabilmente condensato in quel Bambino che guardi. Lì si nasconde Dio: lui è il Dio fatto come te, perché tu possa diventare come lui, Dio stesso. Allora tutto cambia. I tuoi occhi vedono cose mai viste, la tua intelligenza, sciolta e libera, capisce che la ‘realtà’ è un’altra, il tuo cuore finalmente, trasparente e puro, ricomincia ad amare e non solo a piacersi.
Sì, quel Bambino è speciale. Concepito a Nazaret, nasce a Betlemme. È figlio di due giovani sposi ‘fuori casa’, è sottoposto a dure prove dai soliti prepotenti, è emarginato dalla società dei possidenti, è visitato dai poveri. Eppure è un Bambino felice, dolcissimo, segnato da una bellezza divina. È un Bambino che vuole, un Bambino che prende, un Bambino che salva dalle tue angoscianti solitudini, dai tuoi oscuri fallimenti, dal tuo futuro senza speranza.
Lui è tutto per te. Esci, e vai da lui: non indugiare. Fai come i pastori, mettiti in strada e cammina verso di lui. Buon Natale con Lui!
+ Carlo, Vescovo
